È difficile essere italiani

A Bologna

Scrivere un editoriale sulla Liberazione è sempre difficile, perché la Resistenza è così eterogenea da sottrarsi a qualsiasi etichetta e non lasciarsi imbrigliare delle parole.

Dopo la Guerra, tanti scrittori hanno sentito il bisogno di raccontarla. Calvino, Cassola, Pavese, Bassani, Fenoglio, Vittorini vengono in mente senza un ordine preciso, perché possiedono stili così diversi e vari che hanno molto poco in comune. Non possiamo dire «La Resistenza è Il sentiero dei nidi di ragno»: la Resistenza è la pluralità e la complessità di questi punti di vista, è la loro compenetrazione così come la loro discordanza. I partigiani erano un gruppo che sembrava avere poco in comune: c’erano gli azzurri badogliani e così come chi si riconosceva nei sei partiti che componevano il Comitato di Liberazione Nazionale, tra cui i comunisti e i democristiani. Tutti però erano raccolti sotto il comune ideale antifascista.

Questo sentimento di opposizione li avrebbe portati a sedersi a un tavolo assieme, accantonando le differenze e mettendo in risalto ciò che avevano scoperto e condiviso. Da questo dialogo è nata la nostra Costituzione, e cioè i principi dello stato italiano, di dichiarata ispirazione antifascista.

Forse è proprio per questo che parlarne è diventato difficile. In questi anni si è sentita sempre più l’esigenza di certezze, cioè di sicurezza, che si è tradotta in una parola terribile e che bisognerebbe usare con molte precauzioni: ordine. L’ordine è quello instaurato tramite il regime per mezzo del controllo e della repressione. Se si accetta questo schema di pensiero i partigiani non sono altro che dei rivoltosi, dei traditori della patria che per capriccio hanno rovesciato un regime quasi ideale in cui si può “dormire con le porte aperte”.

È difficile essere italiani, perché significa fare i conti con quest’eredità molteplice e, perché no, a tratti anche contraddittoria. Rifiutarsi di commemorare la Resistenza significa barattare i nostri diritti per ottenere, forse, un briciolo in più di sicurezza. Ma la sicurezza non si ottiene attraverso il controllo, e anzi va di pari passo con le garanzie che ci offrono le nostre libertà e il rispetto dei nostri doveri.

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