La nuova sede per gli studenti di UniBG

Il Palazzo Bernareggi è la nuova sede per gli studenti di lettere

Palazzo Bassi Rathgeb, meglio noto come la sede del Museo Bernareggi.

Un accordo per una nuova sede, per far fronte al sovraffollamento e al boom di iscrizioni

Sotto la parola d’ordine della valorizzazione del patrimonio culturale della nostra città, si plasmano l’idea e la realizzazione del partenariato tra il nostro ateneo, la Diocesi di Bergamo e la Fondazione Bernareggi per dare una seconda vita ad uno dei tanti, preziosi e sottovalutati Palazzi che la nostra città ospita: Palazzo Bassi Rathgeb di Via Pignolo 76. 

Dopo anni di totale inattività e inutilizzo, si è giunti a un accordo per riaprire quest’ultimo agli studenti come ulteriore spazio universitario, al pubblico come polo culturale, e per donare a Bergamo un altro tassello nel suo progetto di rivalutazione della propria ricchezza. 

Ecco che dall’Università parte un’altra iniziativa per donare nuovo lustro alla «dorsale della cultura» che attraversa Via Pignolo e da Sant’Agostino fino alle numerose sedi di Città Alta. Questa attenzione così verace è un toccasana per i possedimenti culturali della nostra città: questi possono essere riutilizzati a favore di una platea molto ampia e che sicuramente si rivelerà riconoscente alle idee di rispolvero di tali realtà allo scopo culturale ed universitario. 

La Diocesi di Bergamo, promotrice di questo accordo e riorganizzatrice dell’Aula Picta, si prefigge di avvicinare i giovani alla cultura con centri di studio e ricerca, una biblioteca, una sala studio e con la splendida raccolta di opere del Museo diocesano. E la Fondazione Bernareggi, vero ponte di comunicazione tra Università e Diocesi, ha il merito di aver oculatamente visto le potenzialità di questo progetto, così ambizioso e realistico.

In questa struttura si terranno i corsi del curriculum di design della facoltà di Lettere che vedono una affluenza significativa anche grazie ai nuovi spazi loro assegnati; inoltre si riporteranno collezioni artistiche preziose offerte al contesto per la loro esposizione. In questo modo si segna un’altra riuscita culturale prestigiosa per l’università, che potrà richiamare a sé numerosi amanti dell’arte bergamasca e italiana. 

Nella Bergamo delle grandi potenzialità l’università ha il compito, e sta dimostrando di poterlo compiere, di rivitalizzare gli innumerevoli spazi culturali in essere, lasciando la loro perpetua identità di luoghi di studio e ricerca. 

Così dal 14 settembre 2018, giorno dell’accordo, si prospetta una nuova linfa per i numerosi scomparti culturali della Città dei Mille che potranno risplendere grazie al lavoro ed all’organizzazione delle varie istituzioni, con l’intento nobile di donare laboratori per il futuro dagli scrigni del passato. 

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