La vera storia di UniBG

La storia del nostro ateneo, che oggi compie 50 anni, contiene anche dei dettagli che non vi sareste mai aspettati. Questa è la vera storia di UniBG.

La vera storia del nostro ateneo, che oggi compie 50 anni, raccontato da chi l’ha vissuto per primo

La storia di UniBG comincia l’11 dicembre 1968, quando nacque l’Istituto Universitario di Bergamo. Ai tempi era un ente privato, frutto di un consorzio fra Comune, Provincia, Camera di Commercio e Unione Industriali, con il sostegno di alcune banche cittadine. La prima sede, ora dismessa, si trovava in Piazza Vecchia 8, dietro il grande cancello di fronte alla fontana Contarini. L’Università si componeva di una sola Facoltà: Lingue e Letterature Straniere. Il primo novembre 1992, con il nome di Università degli Studi di Bergamo, l’Istituto diventa un organismo statale, pur mantenendo un forte legame con gli enti fondatori che ne ha favorito il forte sviluppo. 

Il primo Rettore fu Vittore Branca, insegnante a Padova e in Ca’ Foscari. Il personale tecnico-amministrativo era costituito dal dott. Italo Munari (Direttore), le signore Ernesta Belotti e Angela Gamba (Amministrazione), il ragioniere Pasquale Locatelli, in seguito nostro laureato (Ragioneria), il mitico Gianleone Calcaterra (Segreteria Studenti) e gli uscieri Antonio Stobbia, Mario Cornago e Arturo Bonati (in seguito responsabile degli orari). Direttore della Biblioteca era Don Maurizio Chiodi in quanto direttore della Biblioteca Civica Angelo Maj a cui subentrò presto la dott.ssa Cristina Pedroli. Per quanto riguarda il primo laureato, l’onore sarebbe toccato a Maurizio Gotti, che però cedette cavallerescamente il posto a Loredana Scudeletti. 

Abbiamo voluto riascoltare alcune di quelle voci per rituffarci nell’atmosfera del tempo. Ringraziamo il Direttore Generale Dott. Marco Rucci per averci messi in condizione di contattare gli intervistati, il Magnifico Rettore Remo Morzenti Pellegrini per averci ospitati in una sala del complesso di via Salvecchio e il Professore Emerito Gianfranco Gambarelli per l’entusiastica partecipazione alle interviste e per i preziosi suggerimenti. 

Come si è detto, Maurizio Gotti fu il secondo laureato per cavalleria.
La vera storia di UniBG, raccontata da Maurizio Gotti
Maurizio Gotti, oggi professore del dipartimento di Lingue, letterature e culture straniere

Oggi è professore ordinario di Lingua inglese e direttore del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture straniere presso la nostra Università. «Si respirava un’aria pionieristica che favoriva un senso di grande collaborazione e di solidarietà fra studenti e docenti» dice. «Bisognava costituire tutto e si dava tutto per possibile. Sembrava di stare ancora al liceo, perché al primo anno tutto sommato i frequentanti erano pochi, non arrivavamo al centinaio. La prima mensa consisteva in una convenzione con il ristorante “Il Sole” ». 

Il signor Antonio Stobbia, storico usciere, è commosso.
La vera storia di UniBG, raccontata da Antonio Stobbia
Antonio Stobbia, l’usciere storico

«Tirava proprio una bella aria; gli studenti, i professori e il personale si sentivano tutti parte di una grande famiglia». Elenca i cognomi di alcuni studenti e ironizza sulle molteplici mansioni “straordinarie” che toccavano ai primi uscieri per compensare la mancanza di personale e di ruoli ben definiti. «La situazione migliorò lievemente nei primi anni 90, quando l’Università diventò statale». Uno degli aneddoti più memorabili ricordati dal sig. Stob- bia riguarda l’assalto all’Università da parte dei “sovversivi” della Statale di Milano: «Arrivarono facendo un gran chiasso e toccò a me e al mio collega fronteggiarli. Alla fine riuscirono ad evitare l’occupazione». Il signor. Stobbia scherza sul rapporto confidenziale che aveva con gli studenti bergamaschi: «Mi chiamavano affettuosamente “Il Grigio” per via della capigliatura». 

Un altro mitico usciere fu Arturo Bonati, che ebbe in seguito a occuparsi della gestione di aule e orari.
La vera storia di UniBG, raccontata da Arturo Bonati
Arturo Bonati, prima usciere e poi responsabile degli orari

«All’inizio regnava una gran confusione. Non so neanch’io come abbia fatto a sistemare tutti i ragazzi nelle aule, perché di spazio non ce n’era molto. Ricordo che dovevamo spostare continuamente banchi e sedie da una parte all’altra per poterli accomodare tutti a lezione». A proposito di traslochi, uno particolarmente impegnativo riguardò lo spostamento dei libri dalla Biblioteca Civica a quella universitaria. «Per farli scendere dal piano alto avevamo ideato un sistema a piano inclinato: mettevamo sulle scale delle assi, le cospargevamo di talco e… fffff… tutti i tomi slittavano giù uno dopo l’altro». 

Il signor Gianleone Calcaterra, della Segreteria studenti.

Calcaterra non si occupò soltanto della Segreteria: ricoprì ruoli di carattere amministrativo all’interno dell’Opera Universitaria, un’istituzione che si occupava di aiuti agli studenti, come dell’assegnazione di borse di studio. Dice scherzando che ne era, in qualche modo, “l’irresponsabile”. Ci fornisce alcuni dati interessanti: «Le prime immatricolazioni nel ‘68 si aggiravano intorno alle trecento persone e si trattava per lo più da signore sposate della Bergamo bene». 

La dottoressa Pedroli e le feste in biblioteca
La vera storia di UniBG, raccontata dalla dottoressa Cristina Pedroli
La dottoressa Cristina Pedroli, responsabile della biblioteca

La dottoressa Cristina Pedroli ricorda divertita la biblioteca universitaria situata nel sotterraneo della sede di via Salvecchio, che per la festa di Carnevale si trasformava in discoteca, «previo oscuramento delle vetrate, s’intende. «La prima informatizzazione della biblioteca» aggiunge «avvenne nell’85. Adottammo il sistema informativo usato in Bocconi, che all’epoca era all’avanguardia». Ricorda «le interminabili code mattutine che si formavano all’ingresso della Facoltà, per via del notevole afflusso di studenti, soprattutto delle valli, che non volevano arrivare in ritardo». 

Due voci storiche: Argeo Maggi e Dario Domeghini

Abbiamo anche voluto riascoltare due voci care agli studenti dell’epoca: quelle di Argeo Maggi e Dario Domenighini, che gestivano rispettivamente Trips Out (viaggi per studenti) e CELSB (Cooperativa Editoriale Libraria Studium Bergomense).

La vera storia di UniBG, raccontata da Argeo Magi
Argeo Maggi, ideatore del Taxi-TIR

Argeo Maggi, detto «Geo», ha moltissimi ricordi di viaggi organizzati su misura per gli studenti. «Fra le varie invenzioni c’era il Taxi-TIR: contattavo camionisti di viaggi internazionali e affidavo loro come passeggeri degli studenti desiderosi di avventura a poco prezzo. Ho tanti altri ricordi ruggenti, ma non posso dire tutto…». 

La vera storia di UniBG, raccontata da Dario Domeghini
Dario Domeghini si occupava di libri e Trips Out

Anche Dario Domenighini ha un mare di ricordi: «Quando mi iscrissi all’Università, tutto era ancora in fase di costruzione. Mancava, fra l’altro, una struttura consolidata in grado di gestire la compravendita libraria. Di queste operazioni si occupavano gruppi di studenti, con la collaborazione degli uscieri, in locali di fortuna rimediati all’interno della sede. Quando le necessità di spazi tolsero anche questa possibilità, si aprì il problema dell’apertura di una libreria vera e propria. Fu così che mi lanciai nell’avventura, affittando all’inizio di via Salvecchio un paio di stanzette, in una delle quali ospitai la Trips Out». 

I ricordi più piacevoli per Geo e Dario sono (come dar loro torto?) le feste studentesche, a base di musica e Sangria: «bagordi pomeridiani in piena regola, con impianto audio noleggiato e tavole imbandite all’interno del Bunker, nel seminterrato di via Salvecchio». Feste forse poco consone all’ambiente universitario per come lo viviamo noi oggi, ma «grazie alle quali si sono poi celebrati molti matrimoni». 

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