Lego Serious Play è il metodo che Daniele Radici usa per insegnare l'imprenditorialità

Ecco un workshop in atto con Lego Serious Play. Photo credit - Cocoon Projects

Curiosità: ecco quello che si prova entrando nell’ufficio di Daniele. Pura e semplice curiosità. Appena aperte le porte dello studio, l’Innovation-Lab, non si può non notare la presenza di decine di modellini Lego, dai più recenti ai primi classici con ancora i mattoncini in legno. 

Ma che lavoro fa Daniele? 

Daniele insegna alle aziende come essere innovative attraverso uno strumento molto particolare: i Lego. Dopo la laurea in Ingegneria Gestionale ed una formativa esperienza in Ferrari, è nel 2013 che la sua vita prende una svolta inaspettata grazie alla ritrovata passione per i mattoncini danesi. Il tutto ha inizio dalla lettura del libro “Lego Story”, precisamente dalla scoperta di uno strumento che da subito attirò l’attenzione di Daniele: Lego Serious Play.

Sembra quasi un ossimoro, come può un gioco avere un lato serio?

Ebbene, Lego Serious Play va oltre la logica del gioco, esso rappresenta un metodo pensato per facilitare i processi di comunicazione, di generazione del pensiero creativo e di strategia. Uno strumento di business design, ovvero mezzi di consulenza creativa ed innovativa nel campo della gestione, molto vicino a quelli che Daniele aveva già studiato ed applicato all’interno di aziende e start-up. Forte della convinzione che Lego Serious Play fosse uno strumento valido, nel 2016 Daniele decide di diventare un Facilitatore Certificato attraverso un corso tenuto dalla Lego proprio in Danimarca. 

Ma come funziona un workshop tenuto con Lego Serious Play? 

Si inizia con il lancio di una challenge, una vera e propria sfida che viene posta dal facilitatore. I partecipanti devono quindi creare un modello Lego in risposta a questa challenge; modello che da individuale diviene condiviso grazie al racconto e spiegazione della propria creazione da parte di ognuno dei costruttori. 

La partecipazione durante questi workshop è totale: si passa dal classico 80%-20%, dove il 20% rappresenta la percentuale di persone che mediamente partecipa attivamente ai meeting, al 100% di ingaggio. 

Il punto focale, tuttavia, è un altro. Attraverso l’utilizzo delle mani diventa molto più facile per il nostro cervello liberare il know-how presente in esso; proprio per questo Daniele ci tiene a sottolineare come Lego Serious Play non aiuti a creare delle risposte, ma bensì a trovarle dentro all’azienda stessa. «Anche in Italia sta nascendo tanta curiosità verso questi tipi di strumenti» spiega Daniele. «Ormai si inizia a capire che all’interno delle aziende c’è molto valore, bisogna solo trovare il modo di sbloccarlo».

Crediti foto: Coocon Project

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