A Bergamo spiccano le «grandi menti»

Tutte le foto di BIG, il Business Game Intergenerazionale di CFMT

Ecco la squadra dei vincitori!

Sul gradino più alto del podio di BIG 2017, il primo business game intergenerazionale, ci sono gli studenti UniBG

È una squadra di studenti UniBG ad aggiudicarsi il podio di BIG 2017, un business game che affianca giovani laureandi e laureati, e i manager. Ogni squadra aveva il compito di risanare in quattro settimane un’azienda di giocattoli sull’orlo del fallimento. L’UniBG è stata rappresentata in questo contest dai primi classificati «BIGMINDS». Accanto ai junior Dario Bauccio, Nicolò Bilotta, Giovanni Blini, Andrea Martinenghi, Arianna Mombelli, Gianmaria Pizzi, Federica Testa c’erano i manager Michele Castello e Marino Ferrarese.

Il premio? Non solo borse di studio e la possibilità di scegliere delle attività formative presso il CFMT, ma anche una visita alla LEGO a Billund, in Danimarca, accompagnati da Roberto Panzarani, docente di Innovation Management.

Le storie dei nostri ragazzi

Hanno risposto alle nostre domande Federica e Dario, studenti del secondo anno magistrale di economia all’UniBG. «Siamo venuti a conoscenza di questo progetto durante una lezione universitaria», spiega Federica. Dopotutto, usare i LEGO non è una cosa fuori dal comune per i professori di UniBG. «Un professore ci ha spiegato come BIG avrebbe potuto finalmente avvicinare le nostre conoscenze teoriche a una vera e propria esperienza di pratica manageriale». Sì, perché BIG è stata una vera e propria formazione sul campo. Ogni settimana le giovani grandi menti erano chiamate a risolvere insieme una problematica dell’azienda, sostenute dal consiglio dei manager Castello e Ferrarese. 

«Mi sono occupata di marketing – prosegue Federica – ed è stata un’esperienza di grande arricchimento. Passiamo anni a studiare e a memorizzare nozioni, senza avere l’opportunità di capire concretamente il nostro lavoro. Così non possiamo nemmeno capire se questo lavoro ci appassioni effettivamente. Giocando a BIG, ho provato a calarmi nel ruolo di un project manager: in questo modo ho capito di voler inseguire questa strada e di essere anche “tagliata” per farlo».

Dario, invece, si è occupato dell’ambito amministrativo. «Per me visitare la LEGO House è stata l’occasione per vedere sul campo un modo totalmente diverso di fare politica aziendale. Rispetto all’Italia, ho notato una grande differenza di approccio nei confronti di lavoratori e clienti. I primi vengono molto valorizzati, mentre per i secondi la soluzione è ancora più sorprendente. Esistono veri e propri contest promossi dall’azienda che coinvolgono intere comunità di appassionati alla linea LEGO, in cui sono chiamate a dare suggerimenti su possibili nuovi modelli e personaggi». 

Ma, esattamente, cosa hanno visto alla LEGOHouse?

Si potrebbe dire di tutto e di più: dopotutto, si tratta di un museo costruito in vero e proprio stile LEGO. L’interno è costellato da sculture di personaggi e il tetto è in mattoncini colorati, raccontano Dario e Federica. Ma l’opera più grandiosa è un albero a grandezza naturale (rigorosamente in mattoncino) che ripercorre la storia dell’azienda dalla primissima papera in legno a una gru, simbolo del work-in-progress e della futura evoluzione del marchio. Le sorprese, però, non finiscono qui. I BIGMINDS non hanno vinto solo il podio di BIG 2017, ma anche una borsa di studio del valore di tremila euro a testa per migliorare il loro inglese. Così hanno deciso di trascorrere fra le 3 e le 4 settimane negli USA per corsi di inglese EF, Education First. E se siete invidiosi, non preoccupatevi: BIG torna anche quest’anno… Che cosa aspettate? 


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