Università sostenibile in bicicletta

Il progetto di Gabriele Torri, dottorando in economia dell'ateneo, per un nuovo percorso ciclabile per gli studenti.

Pubblichiamo la lettera di Gabriele Torri, dottorando in Economia del nostro ateneo, replica agli articoli sui LivingLab pubblicati sui numeri di 18eLode di Dicembre 2017 – Gennaio 2018 e di Giugno-Luglio 2018.

Negli scorsi numeri di 18eLode la professoressa Ronzoni, Mobility Manager di Ateneo, ci ha invitati ad agire approfittando dei Living Lab, i laboratori di discussione organizzati grazie all’Ateneo e al Comune di Bergamo. Con un gruppo di studenti e ricercatori, abbiamo deciso di rispondere all’invito con una proposta concreta, finalizzata a migliorare l’accessibilità ciclabile dei poli universitari urbani attraverso interventi a basso costo e basso impatto sul traffico. 

Bergamo è una terra di ciclisti, dai grandi Gimondi, Gotti e Savoldelli che hanno fatto la storia dei grandi giri a tappe, ai tanti appassionati che percorrono ogni giorno le nostre valli. Nelle vie delle città però è un altro discorso: pochi usano la bicicletta per spostarsi, vuoi per la paura di affrontare il traffico, per la pioggia o, più probabilmente, per non averci mai pensato.

Certo, la geografia orobica non perdona, ma per gli spostamenti medio-corti la bicicletta è in molti casi il mezzo di trasporto più rapido. Con la giusta preparazione i limiti non si pongono, come ci insegnano nel piovoso nord-Europa. La sicurezza stradale è sì un problema, ma pianificando il proprio percorso in anticipo è spesso possibile trovare percorsi alternativi su strade secondarie e, per i più fortunati, addirittura piste ciclabili! 

I cambiamenti però raramente avvengono da soli, serve perciò una spinta per cambiare le nostre abitudini. L’Università di Bergamo, con un bacino di più di 20.000 studenti e più di 600 tra professori, ricercatori e altro personale, è sicuramente una delle maggiori realtà cittadine in termini di utenza, e ha tutto il potenziale per diventare un catalizzatore per la mobilità ciclistica urbana. 

La proposta

La nostra proposta prevede in particolare per il polo di Via dei Caniana di migliorare il collegamento per il centro, con l’introduzione di tratti di ciclabile e l’estensione delle Zone 30 in Via Moroni e Via San Bernardino. Per le sedi di Città Alta, le pendenze rappresentano un limite importante, si può però pensare di usare Piazza Carrara come zona di interscambio per proseguire a piedi. Infine, proponiamo di migliorare la segnaletica delle piste ciclabili introducendo cartelli di indicazione specifici per aumentare la visibilità dei percorsi e aumentarne la percezione di coerenza. Il tutto in un’ottica integrativa alle opere più strutturali definite BiciPlan comunale.

Stiamo condividendo il documento all’interno dell’Università e con gli stakeholder del territorio. Si è da poco conclusa la Settimana Europea della Mobilità 2018, ci piacerebbe per l’edizione del prossimo anno vedere messe in pratica queste idee e vedere l’università di Bergamo capofila nella ricerca di un nuovo modo di muoversi in città, magari in bicicletta. 

Se siete interessati, rinnoviamo l’invito a partecipare agli incontri del Living Lab. 

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