Il nuovo sito, realizzato da Cineca, andrà online lunedì 3 dicembre e 18eLode l’ha visto in anteprima

Paolo Buonanno, prorettore delegato alla ricerca e alla comunicazione.

Dopo solo quattro anni va in pensione l’attuale sito dell’Università degli Studi di Bergamo, che da lunedì verrà sostituto da uno nuovo, più bello, essenziale e funzionale. Paolo Buonanno, professore di economia e prorettore delegato alla Ricerca e alla Comunicazione dell’Ateneo, ha mostrato alla redazione un’anteprima del nuovo sito e ci ha raccontato le tappe di un lavoro che ha impegnato l’Unità Organizzativa di Comunicazione dell’Ateneo per più di un anno. Ecco tutto quello che c’è da sapere, in cinque punti.

1. Il nuovo sito

Per non rovinare la sorpresa, possiamo solo mostrarvi queste immagini sfocate, ma vi possiamo assicurare che è bello, chiaro e funzionale. Noi ne siamo rimasti davvero entusiasti, forse troppo: per non generare troppo hype, però, possiamo limitarci a dire che sicuramente renderà la navigazione e la ricerca delle informazioni più semplice di adesso. Ci vorrà un po’ per abituarsi, ma, visto quanto ci ha detto il professor Buonanno, abbiamo motivo di credere che ci vorrà poco tempo (no, non sarà come con il nuovo portale degli orari).

Il nuovo sito di UniBg è più semplice, chiaro e funzionale.
Il nuovo sito sarà così, se riesci a vederlo. [credits: UniBg]

Il sito è più pulito e i colori sono molto più gradevoli. L’alberatura e i menù sono stati ripensati e anche il linguaggio è cambiato, spiega Buonanno. Per fare un confronto: questa è la pagina «Ateneo» che vediamo ora.

Il nuovo sito di UniBg non sarà fatto così. Un notevole passo avanti, no?
Un esempio dei difetti che ha il vecchio sito di UniBg.

Come vedrete, non c’è testo e ogni volta che si clicca su uno dei banner neri si apre una nuova pagina, ancora senza testo e che mostra solo altri banner. Questo è un esempio di tutto quello che si è voluto eliminare nel nuovo sito: ad esempio, ci sarà più testo di accompagnamento, menù a tendine richiudibili e i contenuti saranno distribuiti in modo più ragionato.

La home page ha molto più bianco, uno slider con immagini molto meno ingombrante e una sezione con «i numeri di UniBg». Inoltre c’è anche una barra per la ricerca tra i corsi di laurea in una posizione centrale ed evidente.

2. I principi che hanno guidato il lavoro

Buonanno spiega che il sito è stato pensato per «far fare il minor numero di click». È stato concepito mettendo al centro i «key users», ossia gli utenti che più utilizzeranno il sito: noi, ma anche i maturandi che stanno per immatricolarsi e che hanno bisogno di accedere a certe informazioni piuttosto che ad altre.

«Il lavoro è stato preceduto da una lunga fase di benchmarking e di analisi dei siti web degli altri atenei», prosegue Buonanno. È stata scelta la strada più lunga: ripartire praticamente da zero nel riprogettare il sito, impiegando più tempo ma adottando un «approccio più professionale» e sistematico. Ma l’Università non cambierà solo il sito: questo è solo il primo passo di un progetto più grande.

3. Una nuova identità visiva per l’ateneo

Un nuovo sito, ma anche un nuovo logo e una nuova identità visuale per UniBg
Un piccolo anticipo di come sarà il nuovo logo dell’ateneo. [credits: UniBg]

Buonanno ha presentato oggi, 30 novembre, la nuova Visual Identity dell’ateneo. Che cosa significa? Prima di tutto, che UniBG avrà un nuovo logo. Il nuovo manuale dell’identità visiva contiene tutti i principi e le linee guida per gli elementi grafici dell’ateneo: cambierà il font, cambierà la palette dei colori e tutto sarà più regolamentato. Ci saranno template per le locandine degli eventi e per le presentazioni in Power Point e sì, sappiamo che questi dettagli interessano più gli addetti ai lavori (tipo gli studenti di design), ma serve per far capire qual è stato il livello di attenzione per il progetto.

Cambierà completamente anche MyPortal, una sezione del sito che probabilmente la stragrande maggioranza degli studenti non avrà mai visitato (non è lo Sportello Internet, sulla quale non è possibile intervenire in modo così immediato).

4. È solo l’inizio

Il nuovo sito, però, è il primo passo verso un aggiornamento e miglioramento progressivo della della galassia di siti dell’Università. Martedì andrà on line un nuovo sito per ciascun dipartimento, e poi cambieranno progressivamente i portali di tutti i Centri come il CCL e i centri di ricerca e persino quello dei servizi bibliotecari. Buonanno è ottimista e dice che buona parte di queste cose sarà fatta entro giugno. Resteranno ancora alcune cose da fare per il prossimo anno accademico: il lavoro è tanto, e il personale a disposizione è poco.

Dopotutto, si sa che l’Università di Bergamo è una di quelle che ha il rapporto studenti/personale più alto d’Italia e lo stesso vale per l’Unità di Comunicazione: «Oltre a me, lavorano alla comunicazione d’ateneo il docente Andrea Cuman, Vera Foresti, Cristiano Poletti, Sara Damiani e Silvia Buizza. Gli altri atenei delle stesse dimensioni hanno circa dieci persone, ma ci sono Università come quella di Torino che hanno venticinque persone che seguono la comunicazione».

C’è anche da dire, poi, che l’Unità di Comunicazione è attiva da poco nell’ateneo, come avevamo raccontato nell’intervista a Vera Foresti nel numero di settembre/ottobre 2017. In poche parole, l’Unità fu smantellata dallo scorso Rettore, Stefano Paleari, e ripristinata nel 2017 dall’attuale Rettore, Remo Morzenti Pellegrini.

5. Qualcuno ci ascolta, per davvero

Al centro del lavoro di riprogettazione del sito, l’Unità di Comunicazione ha messo le esigenze di noi studenti. Per tutto l’anno, si sono occupati di raccogliere le nostre opinioni e i nostri suggerimenti per pianificare il lavoro: ad esempio, sono state realizzate delle interviste ad alcuni studenti, che hanno provato una versione primitiva del sito per verificare la funzionalità della nuova alberatura.

Quest’estate, poi, Cuman ha organizzato un incontro per parlare faccia a faccia con gli studenti circa la comunicazione in ateneo, e sono emerse molte idee e consigli che verranno progressivamente implementati. È un cambio di mentalità che mette gli studenti sempre più al centro delle attenzioni dell’Università: potremmo dire che l’ateneo compie cinquant’anni, ma questo nuovo sito è un regalo tutto per noi.

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