Discutere il futuro: Accesso Libero Free Dreams

Futuro Accesso Libero Free Dreams

Parliamo di futuro con Accesso Libero Free Dreams

L’innovativo progetto ideato nasce da un gruppo di studenti di Bergamo, tra cui Andrea Saccogna, studente di Giurisprudenza.

Domenica 2 dicembre si è tenuto un progetto unico nel suo genere, con l’obiettivo di aggregare quanti più giovani possibile e raccogliere le loro idee riguardanti il futuro: Accesso Libero – Free Dreams.

Accesso Libero Free Dreams è stato ospitato nel suggestivo
Ex Carcere di Sant’Agata, in Città Alta.

L’iniziativa è nata da un gruppo di amici che hanno voluto che chiunque potesse liberamente dire la propria ipotizzando un futuro che gli spetta. Domenica 2 dicembre, dalle 9.30, presso l’ex carcere di Sant’Agata in Città Alta.

«La libertà è conquistata attraverso la lotta contro la schiavitù ideologica che affligge le nuove generazioni. È un traguardo ottenuto mediante una battaglia che grazie al confronto e al dialogo porta a vittoria certa» ci racconta Andrea Saccogna, che assieme a un gruppo numeroso di ragazzi e studenti, anche del nostro ateneo, ha costruito il progetto.

«Proprio per questo abbiamo scelto, come sede del primo evento di Accesso Libero Free Dreams, un ex carcere: un tempo luogo di prigionia, ora, defunzionalizzato, è sede di espressione di liberi pensieri. Non è stata una scelta casuale, dunque. Meglio di qualunque altra cosa questo luogo simboleggia il passaggio dalla prigionia alla libertà».

Quali temi volete trattare all’interno di Accesso Libero Free Dreams?
«Affrontiamo un discorso sull’investimento sul futuro, che attualmente è in fondo alle priorità. Abbiamo la percezione di una generazione dimenticata, in disparte: perciò abbiamo pensato che si potesse agire creando un evento che permettesse i giovani confrontarsi fra loro, con lo scopo di mobilitare la nostra generazione. Si lascerà spazio a questioni di varia natura, paure e incertezze su argomenti che riguardano ogni tema (lavoro, politica etc..) per darci sostegno a vicenda».

Come vi siete organizzati?
«L’idea principale è stata quella di strutturare l’evento in attività frontali composte da laboratori che non hanno escluso la dimensione pratica. L’obiettivo dei laboratori è stato di confrontare le idee sul futuro di ogni ragazzo. La partecipazione al primo incontro è stata – appunto – libera, e lo sviluppo del progetto dipenderà ancora dalla partecipazione degli studenti. Il nostro obiettivo è prima di tutto incontrare i giovani e ottenere un riscontro per capire che cosa potrà nascere da questo evento».

Accesso Libero Free Dreams ha avuto successo?
«Direi proprio di sì, e anche il gruppo che lo organizza insieme a me pensa lo stesso, perché abbiamo avuto un buon riscontro di registrazioni sulla pagina on-line e la necessità di mettere insieme le idee c’è sempre. Posso dire che anche i laboratori sono stati interessanti».

Quali attività sono state svolte in questi laboratori?
«Il laboratorio si concentra su quello che vogliamo essere nel futuro: cerchiamo di mettere in atto nei limiti del possibile ciò che la nostra generazione sogna. Le attività sono state svolte attraverso due macro laboratori: il primo basato su confronti e discussioni, il secondo su una discussione circa una comune idea del futuro in cui cercheremo di tracciare le linee guida della nostra “città ideale”».

Credi che questi incontri saranno caratterizzanti nell’idea che i giovani si faranno del futuro?
«Naturalmente non basteranno pochi incontri per cambiare il mondo, ma possiamo lasciare un segno a chi parteciperà, per trasmettere più consapevolezza della forza di cui è capace la nuova generazione. È necessario più coinvolgimento per lasciare i giovani meno spaventati nei confronti del futuro. Il nostro obiettivo è infine far sì che abbiano anche un impegno attivo nella società, perché dobbiamo restituire entusiasmo e forza alla nostra generazione».

Anche il Comune di Bergamo ha proposto un ciclo di incontri per parlare di giovani, futuro e lavoro: la rassegna Futuro Prossimo.

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