I primi studenti UniBg in Giappone

I primi studenti UniBg in Giappone

Arianna Peluzzi e i suoi compagni giapponesi a a Osaka per l’evento «Italia Amore Mio»

Abbiamo intervistato i primi studenti di UniBg in Giappone, che che da più di due mesi stanno studiando in Giappone, grazie ai nuovi accordi tra UniBg e la Ritsumeikan University.

Se anche voi volete andare all’estero l’anno prossimo, qui abbiamo raccolto tutte le informazioni importanti.

Per la prima volta nella storia dell’Ateneo, degli studenti dell’Università di Bergamo si sono recati in Giappone per uno scambio di mobilità di studio internazionale. Destinazione è la Ritsumeikan University, un’università privata la cui sede centrale è a Kyoto. I ragazzi – Alessandra Locatelli, Arianna Peluzzi, Greta Barone e Simone Belotti –  si trovano nella sede ad Ibaraki, Osaka. Prima di iniziare il soggiorno, della durata complessiva di sei mesi, hanno dovuto sostenere due test linguistici: uno in lingua giapponese e il TOEFL di lingua inglese. Per essere considerati idonei, dovevano passare quest’ultimo con un punteggio di 71 su 120, equivalente al livello B2. L’esame in lingua giapponese, invece, è stato considerato in linea con quanto appreso in Università.

Ora che devi utilizzare quotidianamente il giapponese, come reputi la preparazione a te data dall’Università di Bergamo?

A.L. «La reputo sufficientemente adeguata per intraprendere un percorso di studi in Giappone per un certo periodo. La strutturazione  delle lezioni di giapponese in Italia aiuta a imparare la lingua.»

A.P. «La preparazione UniBg mi ha dato delle ottime basi per poter affrontare il mondo nipponico. Come in ogni lingua nuova. Inizialmente la comunicazione può sembrare difficoltosa, ma buttandosi in ogni possibile conversazione sarà sempre meglio!»

G.B. «La preparazione che ho ricevuto mi è sicuramente servita per affrontare le situazioni di tutti i giorni e anche  come base per ampliare la mia conoscenza del giapponese.»

S.B. «Grazie alla preparazione di UniBg sono stato in grado fin da subito di tenere semplici conversazioni e instaurare rapporti di amicizia con giapponesi.»

La Ritsumeikan University è molto diversa dall’Università di Bergamo?

A.P. «Confrontare le due Università la considererei una cosa abbastanza ingiusta. Da studentessa di lingue orientali ho tutte le mie sedi in Città Alta, quindi tre palazzi incastrati tra chiese e stradine vive di turisti da tutto il mondo. Nel suo piccolo è imparagonabile! L’università giapponese invece è enorme  e il campus in cui studiamo è il più piccolo dei tre che la Ritsumeikan offre.»

S.B. «Dal punto di vista estetico, Città Alta  è assolutamente il top. Dal punto di vista della praticità e comodità, però, Ritsumeikan ha tutto quello che uno studente può desiderare: tantissimi spazi studio, palestra, ristoranti, Starbucks, minimarket… e anche “divani” su cui è possibile riposarsi o addirittura dormire.»

A.L. «Anche la  strutturazione delle lezioni è molto diversa. L’orario scolastico è diviso in cinque periodi, con ogni periodo una lezione di una durata di novanta minuti; tra il secondo periodo e il terzo c’è la pausa pranzo di un’ora circa. Mentre le lezioni in Italia solitamente hanno un approccio più teorico che pratico con un esame finale per ogni corso, in Giappone si basano su un approccio più pratico, dove gli studenti sono valutati quasi tutte le settimane.»

G.B. [Riferendosi alle lezioni per gli studenti stranieri] «Ho notato che, essendo in pochi in classe, il rapporto docenti/alunni è sicuramente migliore in quanto i ragazzi possono essere più seguiti. Vengono assegnati compiti tutti i giorni, si tiene conto della partecipazione attiva durante le lezioni e su questo si viene valutati sempre. Un’altra cosa diversa è che si eseguono molte presentazioni, discussioni e lavori di gruppo. Il ritmo da seguire è piuttosto faticoso ma col tempo ci si adatta. La frequenza e la puntualità sono obbligatorie. Una cosa che mi ha colpito molto positivamente è che l’università offre molte opportunità extrascolastiche: partner linguistico, palestra, biblioteca, aule studio e vari club.»

Il Prorettore con delega all’Internazionalizzazione e alle relazioni internazionali, Matteo Kalchschmidt, è appena tornato da un viaggio in Giappone proprio per incontrare gli studenti, e a lui abbiamo chiesto un commento.

«Il Giappone è l’ultimo paese verso il quale il nostro Ateneo ha cominciato a lavorare per favorire opportunità di scambio. I recenti accordi con la Ritsumeikan University e la recente visita del Rettore presso l’Ambasciata Italiana di Tokyo e il Kyoto Institute of Technology sono volti a favorire la mobilità da e verso il Giappone per tutte le aree didattiche e scientifiche del nostro Ateneo. Abbiamo l’obiettivo in particolare nel prossimo anno accademico di aprire almeno due altri accordi di scambio studenti su Kyoto e di creare i presupposti per una maggiore presenza di studenti giapponesi presso il nostro Ateneo. Alla metà di Dicembre incontreremo a Pavia un’importante delegazione di Università Giapponesi e speriamo che anche questa occasione possa permetterci di allacciare nuovi rapporti.»

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