Un libro sugli spazi di UniBg

Un libro su UniBg

Il nuovo libro di UniBg di Federico Buscarino

Il libro su UniBg sarà pubblicato l’anno prossimo ed è stato realizzato dal fotografo Federico Buscarino, che abbiamo intervistato

L'Aula Magna, nel libro su UniBg
Sant’Agostino vista dalla lente di Federico Buscarino

Federico Buscarino è l’autore del libro su UniBg, ed è uno dei due fotografi ingaggiati dall’Università per realizzare dei servizi fotografici in occasione del cinquantesimo del nostro ateneo (che abbiamo seguito qui e qui nel nostro LiveBlog). Buscarino si è occupato di realizzare un libro con i luoghi dell’Università e di come sono vissuti.

Ci dica qualcosa di più del progetto.

«L’idea di base era di creare un book fotografico per festeggiare i cinquant’anni dell’Università di Bergamo, ma è stato poi deciso di realizzare un libro per l’università in generale (utile anche per la sua attività di comunicazione visiva). Mi sono occupato di fotografare l’ateneo bergamasco nelle sue diverse realtà, valorizzandone anche lo stretto rapporto con la sua città»

Ha già finito il libro? Quando verrà pubblicato?

«Il libro è finito ed è stato presentato il 19 dicembre alle 10.30 in Aula Rettorato (in Salvecchio). Il libro è edito da Bolis, di Bergamo, e c’è la possibilità di vederlo pubblicato nelle librerie l’anno prossimo, anche se non ne ho ancora la certezza dato che è una decisione che non dipende da me»

Federico Buscarino, autore del libro su UniBg
Federico Buscarino

Ha trovato l’ispirazione in qualcosa o qualcuno quando fotografava?

«L’ispirazione mi veniva al momento. L’idea di fotografare l’università mi è venuta tempo fa quando, fotografando l’ex chiesa di Sant’Agostino (oggi Aula Magna di UniBg) e vedendo quanto era affascinante ho pensato di renderle onore, mostrando il fascino di questa ex chiesa a tutte le persone che non la conoscono»

Da ciò che ha potuto osservare e fotografare, ci può raccontare quali sono gli spazi più occupati dagli studenti e come vengono animati?

«Dato che era il periodo estivo non vi era grande affluenza di ragazzi. Nonostante ciò, ho notato che a Sant’Agostino gli studenti si incontrano spesso e volentieri, soprattutto per via delle numerose panchine e tavoli, oltre che al chiostro»

C’è qualcosa che l’ha sorpreso particolarmente mentre fotografava?

«Certo che sì, ho amato la struttura architettonica di alcune sedi, la profondità di alcuni spazi, il panorama che si vede da Pignolo e l’utilizzo delle luci durante la sera a Sant’Agostino»

La sede di Dalmine, nel libro su UniBg
Uno scatto nella sede di Dalmine

Come ha voluto dipingere le sedi dell’Università di Bergamo? Aveva già in mente come approcciarsi?

«Inizialmente ho girato parecchio, con molti sopralluoghi per le sedi. Ho voluto operare da fotografo di architettura, facendo risaltare gli ambienti storici e gli spazi, soprattutto delle sedi di Pignolo, Rosate e Sant’Agostino. A lavoro finito, posso dire che è stata un’ottima idea. Per quanto riguarda il mio approccio, ho fotografato le sedi partendo da Città Alta fino a Città Bassa con lo scopo di creare un percorso suggestivo che catturasse l’identità ed il legame della città di Bergamo con il suo Ateneo».

«I ragazzi frequentano gli spazi senza conoscerli veramente, spesso sono di fretta, non si rendono conto della bellezza in cui si immergono ogni giorno… Per me, mostrare luoghi con una forte componente storica è stato di grande ispirazione»

Quale è la sede, oppure la zona che le è piaciuta di più?

«Mi ha affascinato molto la sede di Sant’Agostino, ma a colpirmi di più è stata quella di Ingegneria a Dalmine. Fotografarla nei più svariati orari mi ha dato sensazioni sempre diverse»

La sede Bernareggi, nel libro su UniBg,
L’aula studio di Palazzo Rathgeb, la nuova sede di UniBg (Bernareggi)

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